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RASSEGNA STAMPA SALUTE

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PANORAMA DELLA SANITA'
numero 26 - 7 luglio 2008

INFORMAZIONE, COMUNICAZIONE E RELAZIONE MEDICO-PAZIENTE 

di Maurizio Dal Maso (Direttore sanitario Policlinico Umberto I - Roma)

Medicina è "lenire le sofferenze altrui" e questo spiega perchè l'etica ne è l'elemento essenziale. Alla compassione da parte del medico per chi soffre che si traduce nelle forme di cure e del prendersi cura, corrisponde una fiducia da parte del paziente, che è la base del loro rapporto, e che si traduce nella richiesta morale di affidamento attraverso l'assunzione di responsabilità. La regola morale del "non fare agli altri quello che non vorresti fosse fatto a te" nel caso del medico è ancora più vincolante data l'evidente asimmetria relazionale esistente tra lui e il paziente. Questa criticità si può limitare con forme procedurali quali il consenso informato ma anche, e soprattutto, con un forte incremento della dimensione deontologica della relazione medico-paziente. L'idea platonica che "il medico, nel senso vero del termine, governa i corpi e non è affatto uomo d'affari" si traduce nel precetto "primum non nocere" che è un atteggiamento di rispetto nei confronti l'uno dell'altro.  Tutto questo è come dovrebbe essere ma è evidente come ciò sia lontano anni luce dai recenti fatti di cronaca che, al di là dell'esito dei dibattimenti nelle sedi giudiziarie, faranno comunque fare un passo indietro a tutta la comunità medica italiana rendendo i pazienti italiani più deboli e insicuri. E' noto a tutti, e da molto tempo, come la medicina negli ultimi 50 anni abbia compiuto più progressi e colto più successi  per la sopravvivenza degli uomini che in tutti i secoli precedenti messi insieme e, tuttavia, non abbia mai riscosso tanta sfiducia e tanti sospetti nella pubblica opinione come oggi. Alla base vi è la criticità che si è sviluppata nel rapporto medico-paziente e le problematiche connesse alle caratteristiche essenziali di tale rapporto quali la capacità di ascolto senza pregiudizi e la capacità di comunicare nel senso compiuto della bidirezionalità comunicativa. I risultati  di uno studio recente realizzato in Canada hanno dimostrato  che nel 54% dei casi il medico non prendeva in considerazione le proteste dei propri pazienti  e nel 45% dei casi non ascoltava con attenzione le loro preoccupazioni. Inoltre, il 50% dei problemi psico-sociali e psichiatrici non sarebbe stato trattato correttamente proprio per un difetto di comunicazione medico-paziente, finendo per incidere negativamente sulla qualità della pratica clinica. La relazione umana che si instaura tra medico e paziente rappresenta un elemento insostituibile dell'atto diagnostico e terapeutico basato sul fondamento di un sapere che non può essere soltanto tecnico, professionale e razionale, ma personale e sogettivo. Nel 2005 è stata presentata la Carta di Firenze per ribadire alcune regole che devono governare un nuovo e diverso rapporto tra medici e pazienti.
1) La relazione tra l'operatore sanitario e il paziente deve essere tale da garantire l'autonomia delle scelte della persona;
2) Il rapporto è paritetico; non deve, perciò essere influenzato dalla disparità di conoscenze (comanda chi detiene il sapere medico, obbedisce chi ne è sprovvisto), ma improntato alla condivisione delle responsabilità e alla libertà di critica;
3) L'alleanza diagnostico/terapeutica si fonda sul riconoscimento delle rispettive competenze e si basa sulla lealtà reciproca, su un'informazione onesta e sul rispetto dei valori della persona;
4) La corretta informazione contribuisce a garantire la relazione, ad assicurarne la continuità ed è elemento indispensabile per l'autonomia delle scelte del paziente;
5) Il tempo dedicato all'informazione, alla comunicazionwe e alla relazione è a tutti gli effetti tempo di cura;
6) Una coretta informazione esige un linguaggio chiaro e condiviso. Deve, inoltre, essere accessibile, comprensibile, attendibile, accurata, completa, basata sulle prove di efficacia, credibile ed utile (orientata alla decisione). Non deve essere discriminata in base all'età, al sesso, al gruppo etnico, alla religione, nel rispetto delle preferenze del paziente;
7) La chiara comprensione dei benefici e dei rischi (effetti negativi) è essenziale per le scelte del paziente, sia per la prescrizione di farmaci o di altre terapie nella pratica clinica, sia per il suo ingresso in una sperimentazione;
8) La dichiarazione su eventuali conflitti di interesse commerciali od organizzativi deve far parte dell'informazione;
9) L'informazione sulle alternative terapeutiche, sulla disuguaglianza dell'offerta dei servizi e sulle migliori opportunità diagnostiche e terapeutiche è fondamentale e favorisce, nei limiti del possibile, l'esercizio della libera scelta del paziente;
10) Il medico con umanità comunica la diagnosi e la prognosi in maniera completa, nel rispetto delle volontà, dei valori e delle preferenze del paziente;
11) Ogni scelta diagnostica o terapeutica deve essere basata sul consenso consapevole. Solo per la persona incapace la scelta viene espressa anche da chi se ne prende cura;
12) Il medico si impegna a rispettare la libera scelta dell'individuo anche quando questa sia in contrasto con la propria e anche quando ne derivi un obiettivo pregiudizio per la salute, o, perfino, per la vita del paziente. La continuità della relazione viene garantita anche in questa circostanza;
13) Le direttive anticipate che l'individuo esprime sui trattamenti ai quali potrebbe essere sottoposto qualora non fosse più capace di scelte consapevoli, sono vincolanti per il medico;
14) La comunicazione multi-disciplinare tra tutti i professionisti della Sanità è efficace quando fornisce un'informazione coerente ed univoca. I dati clinici e l'informazione relativa alla diagnosi, alla prognosi e alla fase della malattia del paziente devono circolare tra i curanti. Gli stessi criteri si applicano alla sperimentazione clinica;
15) La formazione alla comunicazione e all'informazione deve essere inserita nell'educazione di base e permanente dei professionisti della Sanità.
Il rapporto medico-paziente ha subito una ulteriore trasformazione con l'introduzione del consenso informato. Si tratta di un percorso comune e dinamico ma sia il medico sia il paziente non sembrano ancora pronti alla completa operatività di questo modello: l'atteggiamento del medico spesso male si concilia con il principio ispiratore del consenso informato che è l'autonomia del paziente che a sua volta si sente caricato di ansia decisionale molte volte non richiesta. Il consenso è il risultato finale del processo di comunicazione, l'atto informativo che si dovrebbe inserire in una più vasta dimensione comunicativa. Pertanto l'informazione, la comunicazione e la relazione che sono contenute l'una nell'altra, sono tutte componenti presenti nel dialogo tra paziente e medico che dovrà riconoscere, nell'ambito della relazione creatasi, la volontà del paziente di essere opportunamente informato. La deontologia, infine, rappresenta la somma dei doveri professionali verso il paziente, verso la categoria medica, verso la società e le sue regole. Essa considera gli obblighi normativi incombenti sui medici, per lo più tradotti nei precetti professionali, sanitari e giuridici e in essa sono trasfusi i modelli di comportamenti ritenuti essenziali per le varie categorie sanitarie che riguardano la salvaguardia del decoro, del prestigio, della buona efficienza tecnica e la garanzia dei comportamenti corretti nei confronti dei colleghi e degli utenti. Il codice di deontologia medica è un corpus di regole di autodisciplina predeterminate dalla professione, vincolanti per gli iscritti all'Ordine che a quelle norme devono adeguare la loro condotta professionale. E' su questi tre aspetti che la nuova relazione medico-paziente dovrebbe svilupparsi poichè etica professionale, consenso informato e deontologia sono elementi esenziali della autonomia professionale che tutti sappiamo essere indissolubilmente legata alla responsabilità che ogni professionista medico riconosce e che sempre rivendica volendo purtroppo il rispetto della autonomia e dimenticandosi, spesso ma fortunatamente non sempre, degli obblighi connessi alla responsabilità intesa come l'impegno a realizzare una condotta professionale corretta nell'interesse di salute o in risposta ad un bisogno della persona.

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L'ECO DI BERGAMO
Domenica 13 luglio 2008

FARMACI VIA INTERNET: 6 ACQUISTI SU 10 SONO "A RISCHIO"

Se la rete Internet rappresenta certamente un fattore di grande importanza nel processo informativo, preventivo e di aggiornamento su numerose patologie, anche gravi, sia per i pazienti sia per i loro familiari, occorre prestare la massima attenzione agli acquisti di farmaci: 6 volte su 10, infatti, il farmaco non è originale, l'informazione non è corretta e, soprattutto, il packaging e il 'bugiardino' sono ingannevoli.
Secondo una indagine condotta dall'European Alliance for Access to Safe Medicines, su un campione di oltre 100 siti per la vendita di prodotti farmaceutici on line, il 62% delle medicina acquistate in rete o da farmacie virtuali sono prodotti contraffatti o inadatti all'uso umano dal momento che contengono in minima parte i principi attivi dichiarati in confezione. Il dato ancora più inquietante, per contro, è un altro: ben il 95,6% delle farmacie che operano on line lo fanno senza la necessaria autorizzazione. Inoltre, il 94% dei siti che gestiscono questa tipologia di attività non ha al suo interno personale farmacista adeguatamente preparato. In sostanza operano al di fuori delle necessarie prescrizioni di legge previste a tutela del pubblico. Il 90% delle farmacie analizzate, inoltre, vende e consegna direttamente a domicilio dell'acquirente prodotti per i quali non è stata presentata la necessaria ricetta medica. Infine, nel 30% degli acquisti effettuati dai malcapitati acquirenti, il prodotto non viene recapitato all'indirizzo del destinatario o arriva un prodotto diverso da quello acquistato.
L'indagine, giunta alla sua terza edizione, evidenzia quindi che 3 volte su 5 l'acquisto di farmaci on line si rileva operazione a rischio sia economico (non ricevo ciò che desideravo acquistare) sia, soprattutto, per la propria salute. Lo studio, inoltre, evidenzia come solo il 38% delle specialità acquistate si sono dimostrate corrette, perfettamente comprensibili, insomma prodotti legalmente commercializzati; nel 16% dei casi i farmaci non erano autorizzati alla vendita nell'Unione Europea e nel 33% dei casi mancavano le informazioni per il paziente.
Secondo i rappresentanti istituzionali dell'EAASM, questa ricerca conferma l'estrema pericolosità che caratterizza l'utilizzo della rete per la commercializzazione di farmaci. "L'auspicio è che i grandi motori di ricerca su Internet, così come i gestori delle più note carte di credito, collaborino con le autorità per identificare sistemi di controllo e di cancellazione dei siti che operano fuori dal rispetto delle leggi" ha dichiarato Jim Thomson, presidente EAASM.

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LA REPUBBLICA SALUTE - 10 luglio 2008
A TAVOLA, di Eugenio Del Toma

MALNUTRIZIONE, DALLA POVERTA' AGLI ECCESSI

Sono passati circa 40 anni da quando un autorevole gruppo di ricercatori americani dimostrò che troppi soggetti ricoverati negli ospedali presentavano dati clinici di malnutrizione sottovalutati o trascurati dai medici durante il ricovero, tanto che al momento delle dimissioni il grado di malnutrizione di questi pazienti risultava non di rado peggiorato con le relative conseguenze negative sullo stato di salute.
Anche a seguito di queste osservazioni, medici e chirurghi cominciarono ad interessarsi della nutrizione con un impegno che è andato crescendo per l'evidenza che un paziente malnutrito si ammala più spesso, reagisce meno bene alla terapia e va incontro a un maggior numero di complicanze.
Fino a pochi decenni fa la causa più comune di malnutrizione proteico-energetica proveniva dalla povertà e quindi dall'insufficiente alimentazione; ma le cose sono cambiate al punto che, secondo l'OMS, la malnutrizione per eccesso (cioè il sovrappeso e l'obesità di cui soffrono le popolazioni più ricche) ha superato nel mondo la malnutrizione per difetto.
Un indice di Massa Corporea troppo basso (<18,5 magrezza patologica) o troppo alto (25-30 sovrappeso, >30 obesità) denota comunque problemi e pericoli per la salute umana.
Il tema della malnutrizione, per difetto o per eccesso, qualunque siano le molteplici cause che possono indurla, è diventato ormai di primario interesse medico-sociale e proprio in questi giorni è stato ripreso in due importanti occasioni: a Roma, nel Congresso della Società Italiana di Geriatria,  ("Invecchiamento tra successo e fragilità") e a Brindisi  nell'International Mediterranean Meeting su "Nutrition and Metabolism" indetto dalla Associazione  Italiana di Dietetica e Nutrizione Clinica.
Non posso sintetizzare in poche righe due eventi così interessanti, ma mi sembra giusto informare i lettori che ormai disponiamo di studi scientifici sul fatto che il decadimento fisiologico della terza e quarta età può essere rallentato considerevolmente dal sinergismo insito in una sobria ma completa alimentazione, correttamente adeguata ad uno stile di vita attivo che preveda ogni giorno la giusta "dose" di attività motoria.
Un confronto sui più importanti parametri (capacità respiratoria, efficienza cardiaca, potenza e resistenza muscolare) tra soggetti deliberatamente o necessariamente sedentari con dei coetanei muscolarmente attivi mostra un declino biologico molto più rallentato in questi ultimi, al punto che potremmo definirli biologicamente meno vecchi di 10-15 anni.
Resta un fatto eccezionale che un ottantenne abbia potuto concludere la maratona in 4 ore e 10 minuti, ma è un buon messaggio per tutti che sia in crescita il numero degli anziani dediti non solo alle passeggiate, ma anche al golf, al cicloturismo, al tennis o anche al ballo.

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SPAZIO REGIONE inform@
supplemento al n° 3 - Marzo 2008

112 Numero di Emergenza unico nell'UE

Dal 1991 il 112 è il numero di emergenza valido in tutta Europa. Tuttavia, sono molti i cittadini europei che non sanno che questo numero è accessibile ovunque nell'Unione Europea.

Il servizio è completamente gratuito sia per gli utenti di telefonia mobile, sia per quelli di telefonia fissa. Inoltre, per migliorarne l'efficienza, è stato richiesto agli operatori delle telecomunicazioni di fornire informazioni sul luogo in cui si trova il chiamante, per permettere ai servizi di emergenza di localizzare il più rapidamente possibile le vittime di incidenti. L'obiettivo della Commissione Europea è far conoscere meglio questo numero quale strumento essenziale per garantire la sicurezza dei cittadini europei in situazioni di urgenza. Sarà inoltre istituita dalla Commissione Europea una nuova Autorità europea delle comunicazioni elettroniche, che avrà il compito di verificare il corretto funzionamento del 112 e di suggerirne miglioramenti tecnici.

Fonte: Rappresentanza in Italia della Commissione Europea

Sito: htpp://ec.europa.eu/italia/news/118084e6a28.html

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PAGINE MEDICHE.IT -  mercoledì 12 settembre 2007

Nel mondo ogni anno muoiono a causa del fumo 4 milioni di persone (in Italia la stima è di circa 100.000 morti all'anno) e ad essere esposto è soprattutto l'apparato cardiovascolare.

I danni provocati dal fumo sono diversi: danneggia i vasi arteriosi; favorisce la formazione delle placche di aterosclerosi e di trombi; aumenta il monossido di carbonio nel sangue riducendo la disponibilità di ossigeno per il cuore e per altri tessuti vitali; aumenta la frequenza del battito cardiaco e la pressione arteriosa.

Il fumo di sigaretta aumenta quindi il rischio di aterosclerosi e di infarto cardiaco ed è il più importante fattore di rischio cardiovascolare sotto i 50 anni.

Smettere di fumare allunga la speranza di vita e riduce l'insorgenza di malattie cardiache: dopo 1 anno senza fumo, il rischio di avere un infarto cardiaco si riduce del 50%.

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io donna-Corriere della Sera -  5 maggio 2007 
pagg.237-238 rubrica Salute a cura di Lia Damascelli

dottor Google-La salute in rete
Informazioni mediche in internet? Ecco come (e dove) cercarle perchè siano davvero affidabili

In Italia tre navigatori su quattro cercano notizie mediche in rete. Un fenomeno positivo. Ma è meglio cliccare sui siti ufficiali. Ed evitare le diagnosi on line.

Chiarimenti su farmaci e centri specializzati, ma anche vere e proprie diagnosi di disturbi o malattie. La rete è utilizzata sempre più spesso, e da un numero sempre maggiore di persone, per tutto ciò che riguarda la salute. Secondo una ricerca dell'istituto internazionale Millward Brown, su un campione di 800 fruitori del web in Italia, tre navigatori su quattro visitano siti medici. Per l'esattezza il 78 per cento dei 20 milioni di italiani che hanno usato il web nell'ultimo anno, cercherebbe in rete notizie e risposte circa patologie o terapie. Una tendenza positiva? "Internet è una risorsa straordinaria che permette di approfondire notizie ed avere informazioni su tutto in tempo reale, ma nasconde anche molte insidie" commenta Stefano Vella, direttore del Dipartimento del farmaco dell'Istituto Superiore di Sanità. "Nella incredibile abbondanza di dati che si possono trovare in rete è importante saper discernere tra ciò che è valido, basato su ricerche e studi seri, e ciò che invece non ha un fondamento scientifico. Come fare? Un criterio da adottare sempre è quello di fidarsi solo di siti di istituzioni ufficiali, governative o legate a università o enti di ricerca e di utilizzare poi i link indicati in questi indirizzi".

Non esistendo una certificazione di qualità dei contenuti del web, l'unico sistema per essere certi di raggiungere informazioni affidabili è dunque quello di navigare in modo mirato verso archivi, documenti, articoli divulgativi provenienti da fonti che di per sé hanno un prestigio e una notorietà assodata come organismi internazionali o nazionali - dall'OMS (www.who.int) al Ministero della salute (www.sanita.it), dall'Istituto superiore di Sanità (www.iss.it) al National institutes of healt americano (www.nih.gov). "Il consiglio è quello di tenere sempre gli occhi benen aperti quando si naviga in internet" aggiunge Gorgio Carlo Monti, consigliere delle SIMMG (Società italiana dei medici di medicina generale). "Bisogna per esempio individuare i siti sponsorizzati da case farmaceutiche o da chi commercia prodotti per la salute la cui informazione può per forza di cose essere di parte. Con altrettanta cautela bisogna prendere le pagine personali di specialisti e centri medici: è molto difficile, infatti, poter accertare che quanto dichiarato corrisponda alla realtà. Diffidare sempre, poi, di chi propone diagnosi via computer: il rapporto diretto e la visita del paziente non possone essere mai sostituiti dall'elencazione di pochi dati via e-mail". E poi ci sono i forum, luoghi virtuali dove i naviganti si scambiano pareri e informazioni su patologie e terapie. Possono andare bene per darsi reciproco sostegno - come sono in genere quelli dei siti delle associazioni di pazienti - ma non possono essere considerate fonte di indicazioni mediche. "Complessivamente però la funzione di internet è decisamente positiva" è il parere di Stefano Vella. "Grazie a questo strumento eccezionale i pazienti sono diventati più protagonisti di tutto quanto riguarda la loro salute. Hanno la possibilità di essere, anche in questo campo, consumatori responsabili e di non subire più passivamente il rapporto con il medico. Oggi hanno gli strumenti per essere una controparte che chiede spiegazioni, che suggerisce alternative di cura, che in qualche modo controlla l'operato dello specialista. Tutto questo da una parte può risultare scomodo per noi professionisti della salute, ma dall'altra, se utilizzato con giudizio, può arricchire la relazione o lo scambio. E in definitiva può giovare a entrambi".

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io donna-Corriere della Sera -  5 maggio 2007 
pag.238 articolo di Lia Damascelli

Farmaci in internet: occhio ai falsi

Aumentano gli acquisti di farmaci on line: il giro d'affari di questo settore è passato da più di tre miliardi di dollari nel 2003 a quasi 14 miliardi nel 2007. La maggior parte dei prodotti messi in vendita sul web però è falsa. "Le proposte arrivano quasi sempre da siti registrati all'estero, in paesi in cui la normativa sui farmaci è meno severa della nostra" avverte Rossella Miracapillo responsabile dell'Osservatorio farmaci e salute del Movimento consumatori. "A indurre il consumatore a comprare non è la convenienza, ma la garanzia di vedere tutelata la propria privacy e di sfuggire al controllo medico, requisito indispensabile in Italia per potersi procurare tranquillanti o anabolizzanti, ma anche prodotti come il Viagra". Il consiglio agli utenti del web? "Mai acquistare farmaci che richiedono prescrizione medica attraverso canali non ufficiali, privilegiando le farmacie".  (L.D.)

 

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