Le aritmie cardiache si curano senza raggi x
Le aritmie cardiache si curano senza raggi x Diagnosi e trattamento delle aritmie cardiache mediante ablazione transcatetere senza l’utilizzo di radiazioni ionizzanti (raggi x) nella Elettrofisiologia dell’Ospedale di Treviglio. Lo studio elettrofisiologico endocavitario è l’indagine per la diagnosi delle bradicardie e delle tachicardie e l’ablazione transcatetere costituisce la metodica consolidata per la cura delle tachiaritmie. Per la progressione degli elettrocateteri dal sito vascolare di introduzione (generalmente localizzato a livello inguinale) alle cavità cardiache, per il loro posizionamento nelle sedi appropriate e la loro manipolazione durante tutta la procedura, viene utilizzata la guida fluoroscopica (raggi X). L’esposizione a radiazioni ionizzanti è tuttavia correlata al rischio di neoplasie maligne e di modificazioni genetiche per gli operatori (medici ed infermieri) e per i pazienti; questo è particolarmente rilevante per gli operatori che effettuano un elevato numero di tali procedure e per alcune categorie di pazienti, in particolare quelli giovani in età riproduttiva e quelli che vengono sottoposti ad ablazioni complesse di lunga durata e/o a multiple procedure. L’utilizzo da diversi anni nel nostro Laboratorio di Elettrofisiologia di un sistema di mappaggio non fluoroscopico (sistema CARTO) ha consentito nel tempo di diagnosticare e trattare con efficacia aritmie sempre più complesse e di ridurre progressivamente la durata della esposizione radiologica. Le recenti evoluzioni tecnologiche di tale sistema di mappaggio e l’elevata sensibilità nei confronti della radioprotezione da anni dimostrata dalla dr.ssa Giuseppina Belotti, Responsabile della Struttura di Elettrofisiologia, hanno recentemente consentito di giungere all’importantissimo traguardo di effettuare procedure diagnostiche e di ablazione transcatetere di tachiaritmie in completa assenza delle radiazioni ionizzanti. La procedura si svolge con l’utilizzo di un elettrocatetere dotato di sensore magnetico che, dall’accesso vascolare in sede inguinale, viene fatto progredire all’interno del sistema vascolare fino al cuore. Mediante la guida dei segnali elettrici registrati dall’elettrocatetere viene costruita una mappa anatomica tridimensionale dotata di potenziali elettrici tradotti in codice colore (“mappa elettro-anatomica”) di tutto il tessuto cardiaco “mappato” e perfezionata dalla individuazione di potenziali elettrici di particolari “punti di interesse”. La mappa elettroanatomica così ottenuta diventa la guida per il posizionamento dei restanti elettrocateteri necessari per poter effettuare la diagnosi della aritmia e per il preciso reperimento della sede del substrato responsabile della tachicardia che viene eliminato attraverso l’energia di radiofrequenza emessa dalla punta dell’elettrocatetere magnetico del sistema. La prima procedura diagnostica senza utilizzo di raggi X è stata eseguita il 9 Aprile e la prima procedura anche terapeutica di ablazione è stata eseguita il 23 Aprile 2015. Si ritiene che per il Laboratorio di Elettrofisiologia della nostra Azienda Ospedaliera, che esegue procedure di ablazione transcatetere dal 1998, l’esecuzione di procedure senza l’utilizzo di raggi X rappresenti un importante traguardo che testimonia come l’elevato livello tecnologico e la elevata esperienza e competenza degli operatori siano coniugati ad una elevatissima sensibilità verso l’intera salute del paziente. Un'immagina scattata nel Pre-Sala dove lavorano a stretto contatto il medico cardiologo (dr.ssa Elisabetta Bellebono), il Coordinatore Infermieristico (Marco Meroni) e l'ingegnere. La dr.ssa Giuseppina Belotti in una simulazione del campo operatorio.