In occasione della Giornata Mondiale dell’Infermiere, la nostra ASST Bergamo Ovest, in collaborazione con l’Ordine delle Professioni Infermieristiche (OPI) di Bergamo, ha inaugurato oggi, 12 maggio, una panchina viola, simbolo internazionale della lotta contro la violenza sugli operatori sanitari e socio-sanitari.
L’iniziativa si inserisce nel solco delle campagne di sensibilizzazione promosse negli ultimi anni da OPI Bergamo, che ha già avviato sul territorio momenti pubblici e iniziative simboliche per richiamare l’attenzione della comunità sul fenomeno delle aggressioni al personale sanitario, ribadendo un messaggio semplice ma fondamentale: anche la cura merita rispetto.
Un luogo simbolico di comunità
La collocazione scelta ha un alto valore spirituale e comunitario: la panchina sorgerà infatti dinanzi all’edicola votiva dedicata a San Giovanni XXIII.
L’area non è solo un punto di passaggio, ma un luogo di sosta e riflessione che sarà mantenuto decoroso e fiorito grazie all’impegno costante degli Scout e del CRAL aziendale.
La presenza dell’immagine del “Papa buono” richiama un messaggio di accoglienza, dialogo e umanità, valori profondamente affini alla professione infermieristica e al lavoro quotidiano degli operatori sanitari.
Un simbolo contro la violenza e per la gentilezza
L'iniziativa nasce per sensibilizzare l'utenza su un fenomeno purtroppo in crescita: le aggressioni al personale sanitario.
La panchina viola vuole essere:
Il colore viola, scelto a livello internazionale come simbolo della lotta contro la violenza sugli operatori sanitari, richiama anche consapevolezza, rispetto e gentilezza, trasformando una semplice seduta in un monito contro l’aggressività e in un segno di riconoscenza collettiva verso chi cura.
La panchina diventa così un presidio civile e culturale, capace di ricordare ogni giorno che la sicurezza di chi cura è una condizione essenziale per garantire il diritto alla salute di tutti.
Rosetta Gagliardo, Commissario Straordinario ASST Bergamo Ovest
“Inaugurare questa panchina viola davanti all'immagine di Papa Giovanni XXIII non è solo un atto simbolico, ma un impegno solenne che assumiamo come Istituzione. Vogliamo che questo spazio, curato con dedizione dai nostri volontari del CRAL e dagli Scout, diventi un presidio di civiltà e di gentilezza. Desidero ringraziare profondamente tutto il personale infermieristico della nostra ASST per la dedizione quotidiana: a loro va il nostro pieno sostegno e la rassicurazione che non smetteremo mai di difendere il loro operato contro ogni forma di violenza. La violenza contro chi cura è una ferita inferta all'intera comunità; rispondere con la cultura del rispetto e della gratitudine è l’unico modo per onorare la missione dei nostri operatori.”
Maria Carla Cestari, Direttore DAPSS
"Per gli infermieri, il 12 maggio è il giorno dell’identità e dell'appartenenza. Vedere questa panchina viola nel cuore del nostro ospedale significa dire a ogni collega: 'Non sei solo'. Troppo spesso chi assiste diventa bersaglio di episodi di aggressività che non possono trovare giustificazione . Grazie alla sinergia con l’OPI di Bergamo ribadiamo che la cura non può esistere senza la sicurezza, il rispetto e la dignità di chi la presta. Promuovere la cultura della gentilezza significa costruire un ambiente di cura più umano, dove pazienti, familiari e operatori possano riconoscersi come parte della stessa comunità."
Gianluca Solitro, presidente OPI Bergamo
“Il fenomeno delle aggressioni è il risultato di un insieme di fattori che, se considerati singolarmente, non trovano una risposta concreta. Tra questi vi è, ad esempio, l’aumento dell’indice di depauperizzazione, che spinge i pazienti a rivolgersi sempre più frequentemente all’ospedale, generando sovraffollamento nei Pronto Soccorso e, di conseguenza, situazioni critiche che possono sfociare in episodi di violenza. Analogamente, nei contesti territoriali o nei Dipartimenti di salute mentale, la carenza cronica e progressivamente crescente di personale infermieristico contribuisce a creare condizioni di rischio, per professionisti e pazienti.”
Marco Ghidini, segretario OPI Bergamo
“L’Ordine delle Professioni Infermieristiche di Bergamo sta costruendo una rete che coinvolga i diversi stakeholder, con l’obiettivo di sviluppare risposte concrete al fenomeno delle aggressioni e promuovere iniziative dedicate al benessere degli infermieri, in linea con quanto previsto dal nostro Codice deontologico all’articolo 15, “cura dei curanti”. Dedichiamo particolare attenzione alle infermiere, che costituiscono l’80% dei nostri iscritti: nei contesti lavorativi la popolazione femminile è quella che riceve più aggressioni. La sinergia con le ASST, concretamente rappresentata anche dalla giornata odierna, pone le basi per collaborazioni a tutela dei professionisti della salute e, di conseguenza, per garantire servizi migliori ai cittadini.”