Sanità di prossimità: l'ASST Bergamo Ovest rafforza la rete sul territorio non dimenticando l’Ospedale.
Un modello sanitario che mette al centro la persona, la continuità dell'assistenza e la vicinanza ai cittadini e alle loro famiglie.
Una maratona di inaugurazioni che ha attraversato l'intero territorio dell'ASST Bergamo Ovest. La giornata istituzionale di oggi, mercoledì 7 ottobre, si è aperta a Ponte San Pietro con i discorsi ufficiali in Municipio e la visita alla nuova Casa e Ospedale di Comunità. La struttura che originariamente ospitava il Poliambulatorio extra ospedaliero è stata ristrutturata con fondi PNRR ed è entrata in servizio lunedì 5 ottobre.
Il tour è poi proseguito con il taglio del nastro delle Case di Comunità di Calusco d’Adda e Zanica, oltre alla visita di Casa Camilla, immobile confiscato alla mafia e restituito alla collettività per servizi sociosanitari. Nel pomeriggio, dopo l'inaugurazione dell'Ospedale di Comunità di Romano di Lombardia, la delegazione si è trasferita all'Ospedale di Treviglio-Caravaggio per il taglio del nastro del nuovo Pronto Soccorso, della Terapia Intensiva e dell'Ospedale di Comunità, concludendo la giornata con il punto stampa in Sala Verde.
Un investimento complessivo di quasi 19 milioni di euro (di cui oltre 9,3 milioni dal PNRR, 6,3 dalla Regione Lombardia e 3,3 dal DL 34) per completare la grande riforma della sanità territoriale, raggiungendo 14 unità d’offerta ex DM 77/2022 e potenziare i presidi ospedalieri dell'ASST Bergamo Ovest. Con l'inaugurazione ufficiale delle nuove strutture territoriali — 6 Case di Comunità, 4 Ospedali di Comunità e 4 Centrali Operative Territoriali (COT) — l'ASST Bergamo Ovest consolida la presa in carico per un bacino di oltre 485 mila residenti, fornendo risposte concrete a più di 166 mila cittadini con patologie croniche e a una popolazione over 65 in costante crescita. A questa richiesta crescente risponde la rete capillare delle Case di Comunità, in cui sono pienamente operativi tutti i 13 servizi di base, garantendo l'accesso diretto alle prestazioni di specialistica ambulatoriale, alla diagnostica e alla continuità assistenziale a due passi da casa. Le nuove strutture andranno così a concorrere all’offerta di prestazioni già molto cospicua. I dati su base distrettuale confermano la forte risposta del territorio nel 2026: solo nella prima metà del 2026 sono 6.200 le prestazioni erogate dagli IFEC, più di 2.200 le persone prese in carico dai Punti Unici di Accesso (PUA), quasi 41.000 prestazioni erogate in ADI, 18.243 prestazioni di specialistica, 426 persone in carico dagli psicologi delle cure primarie per 2.358 prestazioni totali erogate, affiancati da un’intensa attività consultoriale e di screening.
Emozionata ma molto soddisfatta Rosetta Gagliardo, Commissario Straordinario ASST Bergamo Ovest che ha aperto i discorsi ufficiali, affiancata dai colleghi della Direzione Strategica, Antonio Manfredi, Direttore Sanitaria, Pietro Tronconi, Direttore Sociosanitario e Antonietta Ferrigno, Direttore Amministrativo:
Così Rosetta Gagliardo, Commissario Straordinario ASST Bergamo Ovest: “La giornata di oggi rappresenta un traguardo significativo, ma soprattutto un punto di partenza per far conoscere a tutti i cittadini i nuovi servizi disponibili. In particolare, per far conoscere l’importante funzione che rivestono le Case di Comunità, un ruolo strategico lo giocheranno, insieme a noi, i Sindaci dei Comuni che tanto ci sono stati vicini in questi mesi nel processo di completamento della realizzazione e finalizzazione delle 6 nuove articolazioni della sanità territoriale (3 OdC e 3 CdC). Le Case di Comunità rappresentano il vero e proprio cuore pulsante della medicina di prossimità, agendo come articolazioni organizzative dirette a garantire la risposta appropriata alla domanda di salute collegata a uno scenario demografico ed epidemiologico sempre più caratterizzato da bassa fecondità, alta longevità e aumento progressive delle condizioni di cronicità. Luoghi di riferimento unici nei quali i cittadini trovano risposte concrete e coordinate ai propri bisogni di salute, grazie alla presa in carico multidisciplinare del bisogno della persona e della sua famiglia. Non luoghi di erogazione di singole prestazioni dunque, ma setting di presa in carico del bisogno, soprattutto delle persone in condizione di cronicità e fragilità, secondo la logica della relazione di cura, una relazione duratura, che punta a garantire continuità assistenziale, appropriatezza, personalizzazione, mettendo al centro gli interventi di prevenzione e promozione della salute lungo il ciclo di vita della persona attraverso l’offerta attiva di campagne vaccinali e di screening, di monitoraggio, evolutivamente anche in telemedicina, dell’aderenza alle terapie e ai controlli di specialistica. Vorrei poi approfittare di questo intervento per esprimere un sentito ringraziamento a tutta la squadra di ASST che si è impegnata per raggiungere questo importante traguardo e, in particolare, il Direttore della SC Tecnico patrimoniale di ASST, Dott.ssa Giuseppina Scilio e alla geometra Mina Rossoni del suo ufficio, per l’abnegazione con cui hanno lavorato in questi giorni per giungere in particolare all’apertura della CdC di Ponte San Pietro”.
LE DICHIARAZIONI RACCOLTE DURANTE LA GIORNATA DALLE AUTORITÀ INTERVENUTE, DAI DIRETTORI STRATEGICI E DAI SINDACI DEI COMUNI COINVOLTI.
Sindaco di Ponte San Pietro Matteo Macoli: “È una giornata storica per il nostro territorio: a 15 anni di distanza dalla sua chiusura, e dopo un grande investimento per la completa riqualificazione, rinasce a nuova vita il palazzo Ex Inam in Piazza della Libertà rinnovandone così la vocazione sociale e sanitaria a servizio della comunità di Ponte San Pietro e dell’Isola Bergamasca”. Durante il suo saluto iniziale ha anche annunciato che all’ingresso della Casa di Comunità, dopo il taglio del nastro, si scoprirà una targa in memoria di Fausto Alborghetti, già Direttore del Distretto Isola Bergamasca e Val San Martino.
Presidente Conferenza dei Sindaci e Sindaco di Treviglio, Juri Fabio Imeri: “La nostra Asst garantisce servizi a metà della popolazione bergamasca ed è importante raccontare gli importanti investimenti che sono stati realizzati e quelli che si stanno concretizzando, anche recuperando e valorizzando sedi e immobili con un vantaggio prezioso per il patrimonio pubblico. L'aumento della copertura territoriale delle Case di Comunità, l'avvio degli Ospedali di Comunità e l'ammodernamento costante dell'Ospedale Treviglio-Caravaggio sono notizie positive per i cittadini e per gli amministratori locali, ma anche e soprattutto per il personale sanitario che rimane il vero cuore di ogni riforma. Ringrazio le Direzioni Strategiche di Asst Bergamo Ovest che hanno guidato questo percorso, ringrazio le imprese e tutto il personale coinvolto, esprimo gli apprezzamenti ai Sindaci e alle Amministrazioni che hanno saputo garantire piena collaborazione e rinnovo la mia gratitudine a Regione Lombardia per l'attenzione dimostrata. Questa giornata immette nuove energie nel territorio: accanto alla soddisfazione per quanto inauguriamo e raccontiamo oggi, rilanciamo infatti l'impegno per la sanità pubblica e per il raggiungimento degli altri obiettivi che i Sindaci hanno già individuato come prioritari all'interno della nostra Asst”
Gianfranco Gafforelli, Presidente della Provincia di Bergamo e Sindaco di Romano di Lombardia: “Desidero rivolgere un sincero ringraziamento all'ASST Bergamo Ovest per l'invito e all'Assessore Guido Bertolaso per la sua preziosa presenza all'inaugurazione delle nuove strutture sanitarie. Come Sindaco di Romano di Lombardia e Presidente della Provincia di Bergamo, accolgo con grande orgoglio questo importante investimento per la nostra comunità e per l'intero territorio bergamasco, un passo fondamentale per rafforzare la sanità di prossimità. L'apertura dell'Ospedale di Comunità di Romano, unita allo sviluppo delle altre strutture sul territorio provinciale, rappresenta una risposta concreta ai bisogni di cura dei nostri cittadini. La sinergia tra le istituzioni e le risorse del PNRR ha permesso di realizzare servizi sempre più vicini alle persone, garantendo assistenza diffusa e continuità terapeutica. Questo traguardo conferma quanto la collaborazione istituzionale sia la chiave per far crescere la qualità della vita in tutti i nostri comuni”.
Massimo Giupponi, Direttore Generale dell’Agenzia di Tutela della Salute di Bergamo:
“L’inaugurazione della Casa di Comunità e dell’Ospedale di Comunità di Ponte San Pietro rappresenta un passaggio importante nel consolidamento della rete territoriale bergamasca. Due strutture strettamente integrate, volute e realizzate per rafforzare la capacità del sistema di accompagnare i cittadini nei diversi bisogni di salute, garantendo maggiore prossimità, continuità assistenziale e raccordo tra territorio e ospedale. Come ATS Bergamo abbiamo accompagnato lo sviluppo di questa rete attraverso un’attività di programmazione, coordinamento e monitoraggio, in stretta collaborazione con Regione Lombardia, le ASST, i Comuni e le realtà del territorio. L’obiettivo è costruire percorsi attraverso i quali professionisti e servizi possano coordinare e offrire risposte appropriate, in particolare alle persone con patologie croniche, alle persone fragili e a chi necessita di assistenza dopo una fase acuta. La Casa di Comunità e l’Ospedale di Comunità di Ponte San Pietro traducono concretamente il modello delineato dalla riforma sociosanitaria regionale e dal DM 77: una sanità più vicina alle persone, capace di mettere in rete prevenzione, assistenza primaria, specialistica e servizi sociosanitari, valorizzando le specificità e le risorse del territorio”
Così l’Assessore Welfare Regione Lombardia, Guido Bertolaso al termine della visita: "Le Case di Comunità che abbiamo visitato sono strutture organizzate e soprattutto vissute con soddisfazione dal personale e, sempre più, dai cittadini. Stiamo cambiando il modo di fare sanità, portando sempre più servizi e assistenza sul territorio e avvicinandoli alle persone. È un cambiamento importante, facile da annunciare ma molto più complesso da realizzare. A Romano di Lombardia ho trovato un grande impegno da parte di medici e operatori, in particolare nel Pronto Soccorso. Ci sono professionisti che arrivano a sostenere anche dieci turni notturni al mese: un sacrificio enorme. Dobbiamo lavorare per aumentare il personale e alleggerire i carichi di lavoro."Treviglio è una realtà di grande valore per il territorio. La nuova Terapia Intensiva rappresenta un ulteriore passo avanti, ma è importante anche l’attenzione alla persona. Dog for smile, con la presenza di un cane appositamente addestrato, Prince, dimostra come innovazione e umanizzazione delle cure possano procedere insieme".
Pietro Tronconi, Direttore SocioSanitario: “Oggi possiamo contare su una rete territoriale pienamente operativa, composta da 6 Case di Comunità, distribuite nei quattro Distretti aziendali, e da 4 Ospedali di Comunità, per un totale di 77 posti letto: 20 a Treviglio, 20 a Martinengo, 20 a Ponte San Pietro e 17 a Romano di Lombardia. A questa rete si aggiungono 4 Centrali Operative Territoriali (COT), una per ciascun Distretto, di cui una con funzione trasversale, che svolgono un ruolo fondamentale nel coordinamento e nella gestione delle transizioni tra i diversi setting assistenziali. Il valore di questa nuova organizzazione risiede soprattutto nella capacità di mettere in rete professionalità e competenze diverse. Medici specialisti, Infermieri di Famiglia e di Comunità (IFeC), Assistenti Sociali, Psicologi e professionisti della prevenzione lavorano in modo sinergico e multidisciplinare per intercettare precocemente i bisogni delle persone, prendere in carico la cronicità, attivare l’assistenza domiciliare e accompagnare ciascun cittadino verso il percorso di cura più appropriato. L’obiettivo è rendere l’assistenza sempre più vicina alle persone, riducendo la frammentazione dei percorsi e prevenendo, quando non necessario, il ricorso alle strutture ospedaliere e al Pronto Soccorso. I nuovi presidi territoriali, infatti, non sono semplicemente luoghi dedicati alla gestione delle cronicità, ma rappresentano veri e propri punti di riferimento per la comunità: luoghi nei quali fare prevenzione, promuovere l’educazione alla salute e sostenere il benessere psicologico e sociale. È questa la direzione verso cui stiamo lavorando: costruire una sanità territoriale sempre più integrata, accessibile e capace di rispondere in maniera tempestiva e personalizzata ai bisogni dell’intera popolazione”.
“Agli interventi sull’area territoriale – prosegue Antonio Manfredi, Direttore Sanitario – si sommano anche due fondamentali interventi per l'area dell'emergenza-urgenza, con l’inaugurazione del rinnovato accesso al Pronto Soccorso dell’Ospedale di Treviglio – Caravaggio, già pienamente attivo, e il totale rifacimento della Rianimazione/Terapia intensiva che appare ampliata e rinnovata sia negli spazi che nelle dotazioni tecnologiche, per la gestione dei pazienti più critici.”
“Dietro il taglio del nastro di ciascuna di queste strutture c’è un lavoro imponente, fatto di competenza, dedizione e capacità di fare squadra. Desidero esprimere un sincero ringraziamento a tutti i collaboratori, ai dirigenti, ai direttori e a tutto il personale dei servizi amministrativi, che hanno lavorato senza sosta, spesso con tempistiche estremamente serrate, per rendere concreti progetti complessi e trasformarli in realtà operative al servizio dei cittadini. Se oggi siamo in grado di consegnare al territorio strutture moderne, funzionali e già pienamente attive, lo dobbiamo all’impegno corale di una squadra che non si è mai tirata indietro di fronte alle difficoltà.”. Antonietta Ferrigno, Direttore Amministrativo.
Sindaco Calusco d’Adda, Michele Pellegrini: “È con molto piacere che viene aperta una Casa di Comunità a Calusco d’Adda. Le Case di Comunità sono strutture sanitarie territoriali fondamentali e strategiche, in quanto consentono ai cittadini di accedere alle cure vicino al luogo di residenza. I cittadini di Calusco d’Adda e dei paesi limitrofi d’ora in poi potranno trovare nel nostro ex poliambulatorio di via Locatelli medici di medicina generale, pediatri, specialisti, infermieri e assistenti sociali, ricorrendo al Pronto Soccorso dell’ospedale soprattutto in caso di gravi emergenze”.
Edoardo Bertuletti, Sindaco Suisio: “Siamo orgogliosi di vedere finalmente concretizzarsi un progetto nel quale l’Amministrazione Comunale ha creduto fin dall’inizio. Questo immobile ha un valore che va ben oltre quello della sua struttura, poiché è un bene sottratto alla criminalità e restituito alla comunità, destinato a sostenere persone fragili e le loro famiglie. Come Comune di Suisio abbiamo scelto di mettere a disposizione dell’Ambito una struttura importante, perché potesse tornare a svolgere una funzione di utilità sociale e di risposta concreta a un bisogno del territorio. Oggi quel bene diventa uno spazio dedicato alla cura, all’accompagnamento e alla costruzione di percorsi di autonomia per persone che stanno affrontando un percorso di fragilità. È un risultato che nasce dalla collaborazione tra istituzioni e che dimostra come, quando le diverse realtà del territorio lavorano insieme, anche un bene confiscato possa diventare una risorsa preziosa per tutta la comunità. Ringrazio gli uffici comunali, l’ASST Bergamo Ovest, Azienda Isola e tutti coloro che in questi anni si sono adoperati per arrivare a questo importante traguardo. Siamo felici che Casa Camilla Bravi, già intitolata alla memoria delle concittadine Luigia Ravasio, Maria Maddalena Teani e Maria Rosa Isacchi, possa finalmente riaprire le sue porte e tornare a essere, a pieno titolo, una casa della comunità e per la comunità”.
Luigi Alberto Locatelli, Sindaco di Zanica: “L'inaugurazione della Casa di Comunità é una delle mie più grandi soddisfazioni da Sindaco. É stato un percorso lungo ma alla fine ce l'abbiamo fatta e gli effetti positivi di questo sforzo a più mani che ha coinvolto ASST e Comune si vedranno nel tempo, sempre di più. Non tutto funziona nella Sanità e credo si possa dire che l'assenza endemica dei medici di base resta un problema centrale da risolvere. Tuttavia le Case della Comunità restano un pilastro della riforma della sanità territoriale, nate per spostare il baricentro della cura dall'ospedale al territorio e garantire un punto di riferimento stabile, gratuito e di prossimità per i cittadini”.
Un momento in Piazza con la Dott.ssa Gagliardo che saluta i familiari di Fausto Alborghetti
Le relazioni in Sala Consiglio
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Taglio del nastro alla CdC e OdC di Ponte San Pietro
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