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Firmato il protocollo d'intesa tra Fondazione Anni Sereni e l'ASST Bergamo Ovest 
Data di pubblicazione: 29/11/2016

Oggi pomeriggio, martedì 29 novembre, è stato firmato il protocollo d'intesa tra la Fondazione Anni Sereni e l'ASST Bergamo Ovest che definisce le modalità di utilizzo  dei cinque posti di cure intermedie presso la stessa Fondazione.

Il protocollo è un ulteriore tassello dell'attuazione della riforma della sanità lombarda (legge 23/2015), che punta al collegamento tra l'acuzie (cure ospedaliere) e la presa in carico del paziente dagli operatori socio-assistenziali nel post acuzie, le cosiddette "cure intermedie", cure di cui il paziente, dimesso dall'ospedale, necessita prima di tornare con un'adeguata autosufficienza al domicilio.

L'immagine qui sotto allegata rappresenta la firma del protocollo da parte del direttore generale dell'ASST Bergamo Ovest, Elisabetta Fabbrini, e del presidente di "Anni Sereni", Augusto Baruffi.


In corso la settimana di sensibilizzazione contro la violenza sulle donne 
Data di pubblicazione: 25/11/2016

In corso la settimana di sensibilizzazione contro la violenza sulle donne
 
L’ASST Bergamo Ovest è in prima linea per sensibilizzare la popolazione sul tema "violenza sulle donne", e si è fatta promotrice col le Aziende Speciali del territorio della Pianura Bergamasca, Risorsa Sociale della Gera d'Adda e Solidalia, di alcune importanti iniziative sul territorio, in collaborazione anche con il Comune di Treviglio, Sirio, la Rete Non Sei sola e col patrocinio di Onda.
 
Martedì è stata inaugurata all’Ospedale di Romano di Lombardia la mostra a pannelli curata da Mirko Rossi e organizzata dal Gruppo Sconfinate, alla presenza della Presidente e della Direttrice di Solidalia, Alessandra Ghilardi e Antonietta Maffi, del Sindaco di Romano, Sebastian Nicoli e del Direttore Socio Sanitario ed Amministrativo dell’ASST, Barbara Mangiacavalli e Flavia Bernini.
 
Rosangela Pesenti, del Gruppo Sconfinate, ha fatto un excursus sull’universo femminile e sulla storia dei femminicidi, focalizzando l’attenzione dei presenti su quanto “la cancellazione del “femminile” è, di fatto, un genocidio simbolico a cui si accompagna troppo spesso l’uccisione reale di donne. La violenza maschile colpisce le donne solo perché vogliono vivere con gli stessi diritti di cui godono gli uomini”. Ha proseguito incitando le donne e il mondo intero a “lottare perché la violenza sia cancellata dalla vita delle donne, delle bambine e dei bambini e anche da quella degli uomini”.
La mostra è fatta di domande per gli uomini e domande per le donne: Come nasce la violenza maschile sulle donne? Perché tanti femminicidi? Quanta violenza cresce dentro le nostre relazioni quotidiane?
 
Dopo la camminata lungo il corridoio all’ingresso dell’Ospedale, proprio di fronte al Pronto Soccorso (punto di raccolta delle segnalazioni di violenza in un Ospedale), e l’illustrazione dei pannelli, i presenti si sono spostati in Piazza Roma dove, fino al 27 novembre, è esposta una meravigliosa opera sempre dell’artista e grafico Mirko Rossi: una scultura che rappresenta una sagoma di una donna nuda, immobile e indifesa attraversata da uno schiaffo che le ha tolto dignità. Il gioco di contrasto tra la morbidezza plasmante della luce e la rugosità di mattoni e pietre, permette al soggetto di indagare il tema della fragilità e del drammatico dibattito attorno al tema della violenza. In una miscellanea di suggestioni il materiale riflettente a specchio fa sì che la sagoma femminile assorba l'eco delle architetture della piazza, scomparendo agli occhi, pensanti e assorti dal tema, dei passanti. L’installazione è stata promossa da Solidalia, in collaborazione con il Circolo di Ricreazione artistica “Il Romanino” e patrocinata dal Comune di Romano di Lombardia.
 
Nel Decumano dell’Ospedale di Treviglio, contemporaneamente, prendevano vita gli stand, gli info point, mostre, e le rappresentazioni grafiche e video sempre incentrati sul tema della violenza.
Il culmine dell’esposizione sarà domani, venerdì, quando tutte le associazioni partecipanti animeranno il decumano mentre al piano di sopra, in Sala Convegni, alle ore 09.30 inizierà il convegno …. Noi ci siamo…, titolo che già, da solo, fa capire come tutte le istituzioni, gli enti e le associazioni aderenti hanno iniziato a far rete, grazie anche al Progetto Non Sei Sola.
In tutti i Servizi dell’ASST, invece, è già stato posizionato almeno un “Posto Occupato”, una sedia simbolicamente dedicata ad una donna vittima di violenza attraverso un drappo rosso.
Nei SerT termineranno questo pomeriggio gli sportelli d’ascolto ad accesso libero, dove le donne o gli uomini, vittime di violenza o carnefici, hanno potuto lanciare il loro grido d’aiuto, ricevendo un adeguato supporto sia clinico-medico, sia psicologico.
Questo pomeriggio l’Ambito Distrettuale Dalmine – zona consultorio - allestirà l’esposizione di quadri relativi al tema della Giornata, opere realizzate degli allievi della scuola di pittura del Comune di Dalmine, diretta dal Maestro Giovanni Sana
 
Vi aspettiamo: la vostra presenza - e quella dei cittadini - sarà un modo per dimostrare l’attenzione verso le donne e verso una tematica che, purtroppo, sempre più spesso anima le pagine di cronaca nera.

Consegnato un nuovo Ecografo donato da ASM 
Data di pubblicazione: 23/11/2016

 Consegnato all’Ospedale di Treviglio il secondo di sette sofisticati ecografi portatili donati da ASM: permetteranno ad altrettanti ospedali italiani parti più sicuri, salvaguardando la salute di mamma e bambino e riducendo i tagli cesarei

 
Prendere decisioni motivate e tempestive può costituire un fattore decisivo per tutelare la salute della mamma e quella del bambino in un momento delicato come quello del travaglio e del parto. Da oggi i medici dispongono di un importante ausilio in più per agire nel modo più adeguato: ben sette avanzatissimi ecografi portatili, che ASM, l’Associazione per lo Studio delle Malformazioni Onlus, sta donando ad altrettanti ospedali di tutta Italia, al termine di una campagna di raccolta fondi tra i propri sostenitori.
 
Il secondo di questi apparecchi è stato consegnato e presentato oggi all’Ospedale di Treviglio, alla presenza del Presidente del Comitato Scientifico di ASM-Associazione Italiana Studio Malformazioni Onlus,Domenico Arduini, del Direttore della UO di Ostetricia e Ginecologia all’Ospedale di Treviglio,Claudio Crescini, e del Direttore Sanitario della ASST Bergamo Ovest, Santino Silva.
Un ombrello ad alta tecnologia per proteggere la fase della nascita, ma che permetterà anche di studiarne e di conoscerne meglio la fisiologia, prevenendo le problematiche, talvolta gravi, che possono manifestarsi quando il bambino vede la luce. E contribuendo a ridurre la percentuale di tagli cesarei, ancora troppo elevata in molti Reparti Maternità italiani.
L’iniziativa di ASM, una realtà del non profit attiva da 35 anni nel campo della salute in gravidanza e della prevenzione delle malattie congenite, vuole contribuire a mantenere i livelli raggiunti dalla Sanità pubblica nell’assistenza alla nascita, cercando di controbilanciare le ricadute di possibili tagli delle risorse statali al settore. Inoltre, la letteratura scientifica evidenzia in modo sempre più fondato come una buona salute in gravidanza e subito dopo il parto sia in grado di influenzare positivamente la salute futura del nascituro.
 
“La possibilità di eseguire un’ecografia durante il travaglio di parto rappresenta un progresso significativo – ha detto nel suo intervento Domenico Arduini – poiché dà modo ai medici di evitare i tagli cesarei legati al prolungamento del periodo espulsivo. Grazie all’esame ecografico effettuato con apparecchi portatili, come quello donato da ASM qui a Treviglio, si possono capire le ragioni del ritardo e, sulla base di tali informazioni, ottenere rassicurazioni circa il benessere del feto e attendere il parto naturale. Il contributo dell’ecografo risulta utile anche per migliorare la gestione del parto operativo, che comporta l’uso della ventosa.”
 
  “Finora l’ecografia era stata utilizzata in gravidanza - ha affermato Claudio Crescini - ma negli ultimi anni ha fatto il suo ingresso in Sala Parto, e la presenza di un ecografo portatile di alta qualità come quello regalatoci da ASM ci consente una continuità di utilizzo che va a beneficio della mamma e del bambino. Ora sappiamo molto meglio quando un cesareo può essere evitato e quando invece è necessario: nell’Ospedale di Treviglio siamo riusciti a ridurre la quota di cesarei dal 32% al 21%, nettamente al di sotto della media regionale, e proseguiamo nella tendenza al calo, senza per questo aggravare i problemi della mamma e del bambino, e anzi migliorando la qualità dell’assistenza alle gestanti.”
 
  “Ringraziamo ASM per questa donazione - ha sottolineato Santino Silva – che accresce la qualità della nostra assistenza. Da parte nostra, desideriamo svilupparla ulteriormente con altri progetti, come la creazione di una sala operatoria destinata esclusivamente ai cesarei d’emergenza.”

REFERENDUM 04 DICEMBRE 2016 – DISABILI AL VOTO 
Data di pubblicazione: 11/11/2016

                       
 
REFERENDUM 04 DICEMBRE  2016  – DISABILI AL VOTO
Domenica 04 Dicembre  2016  i cittadini dei Comuni della provincia di Bergamo saranno chiamati al voto per la consultazione referendaria.
Le ASST della provincia di Bergamo hanno organizzato aperture straordinarie dei propri ambulatori, per il rilascio delle certificazioni necessarie per consentire alle persone affette da particolari forme di disabilità di esercitare il diritto di voto.
In allegato il prospetto con sedi, recapiti e orari degli ambulatori delle tre ASST per la settimana antecedente la consultazione.
Per la giornata di domenica 04 Dicembre , per chi non ha potuto accedere agli ambulatori, per tutta la provincia di Bergamo, un medico della ATS sarà sempre reperibile per il tramite degli uffici comunali.
Di seguito si ricordano le situazioni che potrebbero necessitare delle certificazioni.
Cittadini che necessitano di essere aiutati per le operazioni di voto
La normativa vigente considera "elettori fisicamente impediti" "i ciechi, gli amputati delle mani, gli affetti da paralisi o da altro impedimento di analoga gravità".
Si tratta quindi di forme di disabilità di natura fisica di tale gravità da ostacolare la materiale esecuzione delle operazioni di voto, possibile unicamente tramite l'aiuto di un altro elettore. L’elettore, volontariamente scelto come accompagnatore, deve essere iscritto nelle liste elettorali di un qualsiasi comune italiano e non può esercitare la funzione di accompagnatore per più di un disabile. Sul certificato elettorale dell'accompagnatore viene apportata un'apposita annotazione dal presidente del seggio nel quale egli ha assolto tale compito.
Come dimostrare la necessità dell’accompagnatore?
Qualora la disabilità non sia di per sé evidente, oppure non sia nota al presidente di seggio, il cittadino deve presentare uno specifico certificato medico, rilasciato da medici designati dall'Azienda Socio Sanitaria Territoriale (ASST), nel quale sia specificato che "l'infermità fisica impedisce all'elettore di esprimere il voto senza l'aiuto di altro elettore". Il rilascio del certificato è effettuato su richiesta del cittadino immediatamente, gratuitamente e in esenzione a qualsiasi diritto o applicazione di marche. Tale certificato dovrà essere poi allegato agli atti della sezione elettorale.
Nel caso dell'elettore cieco può essere esibito, quale documento probatorio, il cosiddetto "libretto di pensione" (rilasciato dall’INPS).
Dal 2003 è prevista inoltre la possibilità di far annotare il diritto al voto assistito mediante apposizione di un corrispondente simbolo o codice nella tessera elettorale personale a cura del Comune di iscrizione elettorale. In tal caso non è più necessario che per ogni votazione il disabile richieda l’apposita certificazione all’ ASST.
 
Si precisa che chi necessita unicamente di essere accompagnato fino alla cabina elettorale, ma poi è in grado di esercitare autonomamente il voto, non necessita della presenza dell’accompagnatore e quindi non è tenuto a presentare alcun certificato.
I comuni devono assicurare un servizio di trasporto pubblico in modo da garantire il raggiungimento del seggio elettorale.
Cittadini che non possono accedere alla propria sezione per barriere architettoniche
I disabili con difficoltà o impedimenti alla deambulazione possono recarsi a votare presso un'altra sezione elettorale qualora la propria sezione sia inaccessibile per presenza di barriere architettoniche (come ad esempio una cabina elettorale non accessibile alla sedia a rotelle o un piano di scrittura con altezza superiore a circa 80 centimetri).
Come dimostrare la condizione di deambulazione compromessa?
Anche in questo caso è necessario che la condizione sia dimostrata con un'attestazione medica rilasciata, anche in precedenza per altri scopi, dalla propria ASST (o dalla ASL) o copia autentica della patente di guida speciale, purché dalla documentazione esibita risulti l'impossibilità o la capacità gravemente ridotta di deambulazione.
Nel caso non si disponga di alcuna certificazione oppure nell'ipotesi in cui dalla certificazione non sia possibile evincere con chiarezza che sussiste un'incapacità alla deambulazione, è possibile richiedere - senza alcun costo - una visita alla propria ASST.
Voto a domicilio per i disabili gravissimi
Oltre alle due situazioni di impedimento alla votazione, con la Legge 22 del 27 gennaio 2006 (modificata dalla Legge 7 maggio 2009, n. 46) è stata prevista anche la possibilità di esercitare il diritto di voto presso il proprio domicilio per alcune categorie di persone affette da grave o gravissima infermità.
Tale possibilità è prevista, ad oggi, nelle seguenti due ipotesi:
1. gravissime infermità: elettori che siano “intrasportabili”, impossibilitati cioè ad allontanarsi dall'abitazione in cui dimorano, anche con l'ausilio dei servizi appositamente predisposti dai Comuni; la condizione di “intrasportabile”, deve essere conseguente a minorazioni dipendenti da patologie con prognosi non inferiore ai 60 giorni, e non può essere addotta solo perché non c’è alcun servizio di accompagnamento al seggio;
2. gravi infermità: elettori che si trovino in condizioni di dipendenza continuativa e vitale da apparecchiature elettromedicali tali da impedirne l’allontanamento dall’abitazione in cui dimorano; in questo caso la sottolineatura è sulla dipendenza continuativa e quindi sul rischio per l’incolumità personale del Cittadino.
Da sottolineare che, in nessun passaggio, il Legislatore richiede il possesso di certificati di handicap (art. 3, Legge 104/1992) o di invalidità. Ci si riferisce strettamente a infermità gravi e, quindi, a situazioni sanitarie anche non definitive.
Come richiedere il voto a domicilio?
Il cittadino deve presentare la richiesta per votare a domicilio, al sindaco del comune nelle cui liste elettorali è iscritto, in un periodo compreso tra il quarantesimo e il ventesimo giorno antecedente la data della votazione.
Alla richiesta deve allegare la certificazione attestante la grave o gravissima infermità (dipendenza da elettromedicali o “intrasportabilità”); la certificazione viene rilasciata, dietro richiesta del cittadino, dai medici delle ASST, in data non anteriore ai 45 giorni dalla data delle consultazioni elettorali. La domanda per la visita, ovviamente, può essere presentata anche prima dei 45 giorni, considerato anche che, trattandosi di accertamento medico domiciliare, comporta un impegno ed un’organizzazione adeguata a carico delle Aziende Socio Sanitarie.
In forza della Legge 22/2006, l’opportunità del voto a domicilio è ammessa in occasione delle elezioni della Camera, del Senato, dei membri del Parlamento europeo e delle consultazioni referendarie disciplinate da normativa statale. Per le elezioni dei presidenti delle province e dei consigli provinciali, dei sindaci e dei consigli comunali, le norme sul voto a domicilio si applicano soltanto nel caso in cui l’avente diritto al voto domiciliare dimori nell’ambito del territorio, rispettivamente, del comune o della provincia per cui è elettore.

Campagna di vaccinazione antinfluenzale 2016/17 
Data di pubblicazione: 26/10/2016

Apre a Romano l’Ambulatorio di Cure Palliative 
Data di pubblicazione: 25/10/2016

Apre a Romano l’Ambulatorio di Cure Palliative
 
 
L’ASST Bergamo Ovest aggiunge un altro tassello al potenziamento del Presidio di Romano di Lombardia.
 
Dal 7 novembre 2016 sarà, infatti, possibile accedere all’Ambulatorio Cure Palliative Oncologiche, aperto il lunedì dalle ore 08.00 alle 15.45.
 
Ad accogliere i pazienti affetti da neoplasie, in uno spazio dedicato, ci saranno un medico, 3 infermieri ed una psicologa.
 
All’ambulatorio potranno accedere tutti i pazienti oncologici ambulatoriali, gravitanti intorno al territorio di Romano di Lombardia, che necessitano di terapia di supporto in corso di chemioterapia (anche se seguiti da altre ASST), oppure di impostazione o rivalutazione della terapia antalgica precedentemente assegnata, e per cure palliative.
 
Per la presa in carico del paziente è sufficiente un’impegnativa per “Visita Oncologica di Controllo”, recante la motivazione dell’invio.
 
Per fissare l’appuntamento è necessario telefonare allo 0363/990270, dal lunedì al venerdì, dalle ore 08.30 alle ore 15.00.
 
 

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Gli studenti del Don Milani a lezione di stili di vita sani 
Data di pubblicazione: 19/10/2016

Gli studenti del Don Milani a lezione di stili di vita sani
 
 
Nella mattinata di giovedì13 ottobre, nei locali della Scuola Infermieri dell'Ospedale di Treviglio, si è svolto un incontro con alcune classi della scuola superiore di 2° grado "Don Milani" di Romano di Lombardia, nell'ambito delle iniziative organizzate dall’ASST Bergamo Ovest con ONDA per la Giornata Mondiale della Salute Mentale.
 
L'incontro è stato condotto da Giorgio Odone, psichiatra, responsabile del Centro Disturbi Alimentari dell'Azienda, coadiuvato da Alessandra Mombrini, psicologa del Centro, e dalle psicologhe tirocinanti Vanessa Costa e Maddalena Petriccione che, attraverso un ascolto empatico, lo spazio a riflessioni e l’introspezione, hanno provato ad affrontare un tema non semplice ma diffuso tra i giovani.
 
La mattinata è stata divisa in due momenti. Nel primo, in seduta plenaria, è stato proiettato il film "Male di miele", cortometraggio sul tema dell'anoressia nervosa.
 
Al termine della pellicola gli studenti sono stati suddivisi in piccoli gruppi, affrontando, guidati dagli specialisti, un dibattito con la finalità di aumentare la consapevolezza su alcuni aspetti dello stile di vita (sedentarietà, fumo, bevande alcoliche) che costituiscono “fattori di rischio dietetici” e stimolare la formazione di una coscienza critica, svelando i possibili fattori di tipo emotivo che intervengono nella “scelta”qualitativa e quantitativa degli alimenti”.
I nostri professionisti hanno anche presentato le caratteristiche dei disturbi del comportamento alimentare, dei principali fattori di rischio e dell’evolversi del quadro clinico di un paziente affetto da questa patologia, con particolare attenzione ai parametri identificativi e ai fattori che si ipotizza agiscano nella determinazione del disturbo (fattori predisponesti, scatenanti, di mantenimento).

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