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La Direzione Socio Sanitaria

Il Dir. Socio Sanitario: Dr.ssa Barbara Mangiacavalli

 

 

Tel. Segreteria: 0363/424017

Fax: 0363/424304

Email: direzione_sociosanitaria@asst-bgovest.it

 

 

Il Direttore Socio Sanitario ha la funzione di direttore del settore aziendale rete territoriale, partecipa al processo di pianificazione strategica, esercita le funzioni attribuite alla sua competenza e concorre, con la formulazione di proposte e pareri, al governo aziendale.

In particolare ha le seguenti responsabilità:

  • dirige, a livello strategico, i servizi sociosanitari ai fini tecnico-organizzativi e fornisce parere obbligatorio al Direttore Generale sugli atti relativi alle materie di competenza devolutegli dall’ordinamento, identificando ai fini programmatori la domanda di assistenza sociosanitaria;
  • svolge attività di indirizzo, coordinamento, supporto, verifica nei confronti dei responsabili dei servizi sociosanitari e promuove l’integrazione dei servizi stessi;
  • definisce le strategie e gli indirizzi per l’adozione di provvedimenti anche straordinari, contingibili e/o urgenti;
  • contribuisce alla definizione dei rapporti e dei relativi accordi di natura convenzionale con le Università;
  • Promuove strategie per la realizzazione di progetti innovativi attraverso lo sviluppo di piani comunicazione on line e campagne di crowdfunding;
  • è responsabile dello sviluppo della continuità assistenziale tra ospedale e territorio e della realizzazione di modelli di gestione integrata (managed care) della Long Term Care.

 

L’attuale configurazione del sistema per la LCT è caratterizzata dalla frammentazione, dove sono l’utente e la sua famiglia a doversi fare carico dell’opera di ricomposizione delle prestazioni e delle procedure legate all’accesso ai servizi; evidenzia delle iniquità orizzontali e verticali ed il livello di inclusione nel sistema dipende dalla capacità di orientarsi e dalla casualità.

Le principali criticità possono essere così riassunte:

  • mancanza di una vision e di un coordinamento a monte: l’eccessiva frammentazione ha portato ad un insieme di programmi indipendenti e non interdipendenti; basti pensare che le risorse nazionali sono frammentate in almeno tre grossi filoni: la spesa per la sicurezza sociale, la spesa per il SSN, la spesa sociale nei comuni;
  • coesistono due sistemi paralleli e separati: uno finanziato con risorse pubbliche e gestito dal SSR e dagli enti locali, uno a carico delle famiglie (molto più ricco e frammentato);
  • si rileva una carenza di integrazione tra le prestazioni e le risorse del sistema (asimmetria tra domanda e offerta) : prevale il sistema consolidato di offerta e non i bisogni degli utenti;
  • circa 1,5 milioni di famiglie garantiscono in proprio la cura senza alcun supporto esterno e quindi acquistano prestazioni nel resto del welfare.

 

Tra le possibili policy da sviluppare per superare le criticità sopra brevemente presentate, la necessità di generare delle piattaforme locali di welfare di ricomposizione e lo sviluppo di progetti innovativi finalizzati a ricomporre le risorse in un unico fondo, trovano concretizzazione nello sviluppo delle reti integrate (es. RIMI, RICCA, ecc..).

Le reti saranno strutturate in “punti focali” organizzati da “soggetti organizzatori” che potranno avvicendarsi nel tempo rispetto ai processi governati (leadership mobile e multipla).

Tutti i livelli delle reti, dovranno poter operare come “comunità che innovano” per cui le persone lavorano insieme con obiettivi comuni e condivisi, con comunità di pratiche, con regole sviluppate in parte dai membri stessi dell'organizzazione.

Il Direttore Socio Sanitario, in caso di assenza o impedimento, è sostituito da altro Dirigente di Struttura Complessa designato.

 

ORGANIGRAMMA

 

LE FUNZIONI DI STAFF DELLA DIREZIONE SOCIO SANITARIA

La Direzione Socio Sanitaria, presiede ai dipartimenti gestionali del settore polo territoriale ed ha la responsabilità di garantire la presa in carico e la continuità assistenziale attraverso l’implementazione dei percorsi integrati dei pazienti in una logica di rete dei servizi. La continuità di cura e di assistenza si realizza attraverso la continuità informativa (trasferimento e condivisione delle informazioni), la continuità relazionale (tutor clinico e/o case manger del paziente), la continuità organizzativa (transitional care tra ospedale e territorio, coerenza del percorso di cura, flessibilità dei percorsi).

 

L’articolo 6 del Patto per la Salute 2014-16 è dedicato all’Integrazione sociosanitaria e stimola le Regioni a disciplinare principi e strumenti per l’integrazione dei servizi e delle attività sanitarie, sociosanitarie e sociali, fornendo indicazioni agli enti del sistema sanitario regionale per l’erogazione congiunta degli interventi, in particolare per le aree:

- della Non Autosufficienza,

- della Disabilità,

- della salute mentale adulta e dell’età evolutiva,

- dell’assistenza ai minori,

- delle dipendenze.

 

Sempre l’articolo 6 del Patto per la Salute sancisce che l’accesso alla rete integrata dei servizi sociosanitari avviene tramite un “punto unico” che indirizza il cittadino al percorso sociosanitario e socioassistenziale adeguato alle sue condizioni e necessità.

 

Per l’individuazione del setting di erogazione delle prestazioni sociosanitarie e l’ammissione ad un livello appropriato di intensità assistenziale si fa ricorso alla valutazione multidimensionale ed i diversi interventi (sanitari, sociosanitari e sociali) sono esplicitati nel Piano delle prestazioni individualizzato (PAI).

 

Per realizzare le previsioni del Patto per la Salute, della legge Regionale 23 del 2015, della DGR 4702 del 2015, della DGR 4662 del 2015 e delle DGR 5113 e 5513 del 2016, la Direzione Sociosanitaria si avvale di ruoli quali i Process Owner (PP) per i seguenti processi clinicoassistenziali, riabilitativi, preventivi:

- PP disabilità adulto (disabilità psichica)

- PP disabilità infantile

- PP promozione della salute e prevenzione

- PP fragilità/non autosufficienza

- PP dipendenze

 

Inoltre, al fine di contribuire alla realizzazione della continuità ospedale-territorio, in una logica di Transitional Care, definisce le attività di Case Manager e Care Manager che, insieme ai PP integrano, definiscono, strutturano percorsi aziendali e interaziendali con ATS, erogatori pubblici e privati, comuni, ambiti, terzo settore, in una logica di rete e di integrazione nella RIMI e nella RICCA.

 

E’ opportuno precisare che PP, Case Manager (CM) e Care Manager (CrM) sono esclusivamente ruoli professionali assegnati a professionisti di diversa estrazione sanitaria e socio sanitaria, secondo la peculiarità del percorso da attivare.

            

Al fine di garantire quindi uniformità di presa in carico e trasversalità dei processi, è garantito un forte raccordo funzionale con il Servizio Sociale.

 

Le aree organizzative della Direzione Sociosanitaria sono:

- Area dell’accesso (centro servizi)

- Area per l’appropriatezza e per la qualità dei servizi

- Area della progettazione congiunta dei servizi (welfare innovativo)

- Area comunicazione e della ricerca fondi per l’innovazione della rete e di supporto tecnico organizzativo

- Servizio Sociale

 

I DIPARTIMENTI DEL POLO TERRITORIALE

                                                                         

Il dipartimento Rete Integrata materno Infantile (R.I.M.I)

 

 

LA RETE TERRITORIALE

 

I CONSULTORI

Ambito distrettuale pianura bergamasca (Treviglio e Romano di Lombardia)

Consultorio di Treviglio

Consultorio di Romano di Lombardia

 

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Ambito distrettuale Dalmine

Consultorio di Dalmine

Consultorio di Zanica

 

Ambitro distrettuale Isola Bergamasca (Ponte San Pietro)

Consultorio di Ponte San Pietro

Consultorio di Calusco d'Adda

SerD Servizi Territoriali per la cura delle Dipendenze Patologiche ASST Bergamo Ovest (Treviglio, Martinengo, Ponte San Pietro)

 

 

 

 

Dipartimenti dipendenti dalla Direzione Socio Sanitaria

Dipartimento Salute Mentale e dipendenze
Dipartimento Rete Integrata Materno infantile (RIMI)
Dipartimento Fragilità e presa in Carico
 

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